Comodato uso gratuito: guida per capire cos'è e come compilarlo e registrarlo


Pubblicato il 2022-05-13

Autore: Dott. Adriano Butera - Dottore Commercialista e Revisore Legale


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Comodato d'uso gratuito : che cosa cos'è, come predisporlo, quanto costa registrarlo, fac simile di comodato d'uso gratis in word e pdf per poterlo predisporre e tutto ciò che occorre sapere per una perfetta registrazione.

Il comodato d'uso gratuito è quel contratto con il quale una parte ( detto comodante) consegna all'altra ( detto Comodatario) un bene mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire lo stesso bene ricevuto. Il comodato è essenzialmente gratuito (art. 1803 del c.c.). Il comodato può essere redatto in forma verbale o scritta.

I comodati d'uso di beni immobili sono soggetti a registrazione se:

  • redatti in forma scritta

  • stipulati in forma verbale, solo se enunciati in un altro atto sottoposto a registrazione.

Possono essere registrati, inoltre, contratti di comodato gratuito stipulati verbalmente, relativi a immobili, esclusivamente per fruire dell’agevolazione IMU/TASI introdotta dalla legge di stabilità 2016. Per tali contratti la registrazione potrà essere effettuata presentando a un qualunque ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate:

Entro quanti giorni va registrato il comodato d'uso gratuito redatto in forma scritta?

Nel caso di contratto di comodato uso gratuito redatto in forma scritta esso deve essere registrato presso l'agenzia delle Entrata entro 20 giorni dalla data dell'atto. Il termine di registrazione del comodato d'uso gratuito è quindi di 10 giorni in meno rispetto al contratto di locazione per il quale il termine è di 30 giorni.

Quanto costa registrare un contratto di comodato d'uso gratuito ?

Per poter registrare un contratto di comodato d'uso gratuito sarà necessario pagare 200,00 euro a titolo di imposta di registro e versare l'imposta di bollo di 16,00 € ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe. Se vi sono più copie del contratto le marche da bollo vanno versate anche per le altre copie oltre la prima.

Come si registra un contratto di comodato d uso gratuito?

Per poter provvedere alla registrazione di un contratto di comodato d'uso gratuito occorrerà recarsi presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate con le copie del contratto da registrare, compilare il mod.69 (clicca qui per scaricarlo), pagare 200 euro per l'imposta di registro effettuato con modello F24 e applicare le marche da bollo da 16,00 € .

Le marche da bollo dovranno riportare una data non successiva alla data di stipula del contratto.

Si precisa inoltre che il modello 69 va firmato e sottoscritto da chi richiede la registrazione dell'atto.

Si può registrate il contratto di comodato d'uso online?

Al momento non è ancora consentito registrare il contratto di comodato d'uso gratuito online, come avviene per i contratti di locazione. In questo periodo di stato emergenziale covid e di chiusura degli sportelli è stato però consentito di procedere alla registrazione inviando la documentazione tramite PEC.

Quali sono i codici tributo da utilizzare per pagare l' F24 per registrare un comodato d'uso gratuito ?

Ricordiamo che dall'anno 2020 non si paga più l'imposta di registo attraverso il modelle F23 con il codice 109T. Infatti si procede adesso al pagamento dell'imposta di registro attraverso il modello F24 utilizzando il seguente codice tributo:

  • codice tributo 1550 (imposta di registro) - anno di stipula del contratto - importo € 200,00

Inoltre per chi lo volesse, anzichè acquistare le marche da bollo presso un tabacchi, si potrà in alternativa pagare il bollo attraverso il modello F24 utilizzando il seguente codice tributo:

  • codice tributo 1552 (imposta di bollo)- anno di stipula del contratto - importo € 16,00 per ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe

Professionisti e contratto di comodato d’uso dei beni da utilizzare nella propria attività

Molto diffuso tra coloro che svolgono la libera professione è la concessione di beni attraverso il contratto di comodato d’uso gratuito. Un esempio moto diffuso è la concessione dell'automobile in comodato uso.  Attraverso la concessione dei beni in comodato il professionista potrà utilizzare i beni potendo considerare i costi di gestione e di utilizzo come costi deducibili dal reddito professionale. Inoltre i beni in comodato potranno non essere rilevati nel libro beni strumentali. Non essendo necessario la registrazione presso l'agenzia delle entrate, sarebbe bene poter dare data certa al documento attraverso l'apposizione di una marca temporale o attraverso l'invio tramite PEC.

Quali sono i codici tributo F24 per registrare un comodato d'uso gratuito in ritardo con ravvedimento?

Abbiamo detto che i contratti di comodato in forma scritta vanno registrati entro 20 giorni. Ma si può registrare il contratto oltre tale termine? la risposta è si. Per procedere alla registrazione si dovrà procedere al ravvedimento  degli importi prima di procedere alla registrazione.

Per ciò che riguarda la sanzione per omesso versamento dell'imposta di registro per registrare un comodato la sanzione è di 200 €

Nel caso di ravvedimento la sanzione relativa all'imposta di registro è pari a

  • entro 30 giorni 20 euro (1/10 di 200)
  • dai 31 ai 90 giorni 24 euro (il 12% di 200)
  • entro 1 anno 30 euro (15% di 200 euro)
  • entro 2 anni 34,28 euro (17,14% di 200 euro)
  • oltre 2 anni 40 euro (il 20% di 200)

Per il calcolo della sanzione relativa all'imposta di bollo si deve tener conto è pari a

  • entro 30 giorni 1/10 del bollo
  • dai 31 ai 90 giorni il 11,11% di del bollo
  • entro 1 anno il 12,5% del bollo
  • entro 2 anni il 14,28% del bollo
  • oltre 2 anni il 16,66% di del bollo

Bisogna allo stesso tempo calcolare anche gli interessi legali, che decorrono dal ventunesimo giorno successivo alla data di stipulazione del contratto e fino alla data di registrazione e devono essere applicati all’imposta di registro.

Ravvedimento comodato uso gratuito: come calcolare gli importi e compilare l'F24 per pagare

Per fare un esempio, se ho registrato il contratto di comodato di un immobile a distanza di 67 giorni dalla data di stipulazione, si dovròà versare una sanzione pari a 24 euro, perché il ritardo è compreso tra 30 e 90 giorni.

Considerando questa ipotesi Il pagamento dell'F24per poter registrare il contratto  relativa l'imposta di registro attraverso il modello F24 utilizzando il seguente codice tributo:

  • codice tributo 1550 (imposta di registro) - anno di stipula del contratto - importo € 200,00
  • codice tributo 1551 ( sanzione imposta di registro) - anno di stipula del contratto - importo € 24
  • codice tributo 1552 (imposta di bollo)- anno di stipula del contratto - importo € 16,00 per ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe
  • codice tributo 1553 ( sanzione imposta di bollo) - anno di stipula del contratto - importo € 1,78
  • codice tributo 1554 ( interessi legali) - anno di stipula del contratto - importo €0,05

Il comodato d'uso e le Agevolazione IMU/TASI

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 10, della legge 208/2015) prevede che la base imponibile ai fini IMU/TASI possa essere ridotta del 50% per le unità immobiliari (ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta, entro il primo grado, che le utilizzano come abitazione principale. Per usufruire di tale agevolazione è necessario registrare il contratto di comodato.

Chi paga l'IMU e laTASI 2022 nel comodato d'uso gratuito?

In caso di immobili concessi in comodato d'uso gratuito, l'IMU e la TASI sarà dovuti sempre dal proprietario dell'immobile. Abbiamo detto che ove ne ricorranno presupposti si potrà fruire di alcune riduzioni.

Chi paga Tari 2022 nel comodato d'uso gratuito della casa?

Diametralmente opposto è ciò che accade al pagamento della Tari 2022. Infatti l’imposta sui rifiuti sarà a carico di chi usufruisce della casa. Il ragionamento è del tutto logico i considerazione del fatto che la TARI viene calcolata in base ai mq dell'abitazione e al numero di persone che abitano l'immobile.

Modello Contratto Comodato Uso Gratuito

Per agevolarvi nella compilazione del contratto di comodato d'uso vi mettiamo a disposizione due modelli da poter scaricare e personalizzare a vostro piacimento.

Quali documenti per registrare contratto di comodato uso gratuito?

Per poter quindi procedere alla registrazione del contratto di comodato d'uso gratuito necessiterà quindi la seguente documentazione:

  • Contratto di Comodato d'uso firmato da tutte le parti;
  • F24 con pagamento imposta di registro
  • Marche da bollo (se il bollo non sia stato pagato con F24)
  • Mod.69 (clicca qui per scaricarlo e compilarlo)
  • Documento di identità di chi richiede la registrazione
  • Eventuale delega alla registrazione

Il comodato d'uso gratuito è sufficiente per poter richiedere le detrazioni fiscali del 50% e del superbonus?

L'Agenzia delle Entrate nella risposta n. 327 del 9 settembre 2020 ha confermato che ai fini della detrazione, le persone fisiche che sostengono le spese devono possedere o detenere l'immobile oggetto dell'intervento in base ad un titolo idoneo, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. In particolare, i soggetti beneficiari, devono detenere l'immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all'esecuzione dei lavori da parte del proprietario. Al fine di garantire la necessaria certezza ai rapporti tributari, la mancanza di un titolo di detenzione dell'immobile risultante da un atto registrato, al momento dell'inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente, preclude il diritto alla detrazione anche se si provvede alla successiva regolarizzazione.

E' possibile concedere in comodato d'uso gratito i beni che hanno usufruito del credito imposta 4.0?

Secondo quanto chiarito dall' Agenzia delle Entrate  con l'interpello del 15/10/2021 si ha diritto al credito d’imposta anche per beni concessi con contratto di comodato d’uso.

Infatti l’Agenzia delle Entrate sottolinea che, in analogia per quanto previsto per il superammortamento, il comodante può beneficiare della maggiorazione a patto che i beni strumentali rientrino dell’ambito della propria attività. Verificata tale ipotesi il soggetto ha diritto alla deduzione delle quote di ammortamento.

Si legge nell'interpello che “il bene - anche se fisicamente non collocato nel luogo di ordinario svolgimento dell’attività e anche se non utilizzato in maniera diretta - può considerarsi parte integrante del complesso di beni organizzati dall’imprenditore ai fini del raggiungimento delle finalità dell’impresa qualora favorisca il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti commerciali con il comodatario e la diffusione sul mercato dei prodotti commercializzati”

“i beni dovranno essere utilizzati dal comodatario nell’ambito di un’attività strettamente funzionale all’esigenza di produzione del comodante e gli stessi dovranno in ogni caso cedere le proprie utilità anche all’impresa proprietaria/comodante.”

Quindi se viene dimostrata l’utilità dalla stipula dei contratti di comodato d’uso con i fornitori, l’istante avrà diritto al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi.

Chi paga la luce e le altre utenze nel comodato d'uso gratuito?

Spesso può capitare che le utenze relative ad un immobile rimangano in capo al comodante, pertanto quest'ultimo può chiedere al comodatario il rimborso delle spese ordinarie volte a garantire l’utilizzo dell’immobile tra cui appunto i costi delle utenze e le spese condominiali relative alla gestione ordinaria dell’immobile.

Nel caso di vendita dell'oggetto del comodato cosa succede?

Nel contratto di comodato d'uso gratuito il contratto obbliga solo chi lo ha sottoscritto. Pertanto, se il comodante cede l’immobile o altro bene, il nuovo proprietario è leggitimato a riavere il possesso del bene e nel caso di immobile può mandare via il comodatari.

Quando si dice che un contratto di comodato d'uso è precario?

Se sul contratto non viene indicato chiaramente un termine per la restituzione dell’immobile, il comodato si dice precario, perché il comodante potrà richiedere la restituzione dell'immobile al comodatario in qualsiasi momento, costringendo il comodatario alla restituzione immediata dell'immobile.

Quanto può durare un contratto di comodato d'uso gratuito?

Un contratto di comodato d'uso gratuito di una casa può essere sia a tempo indeterminato, senza prevedere alcun limite di tempo né alcuna durata massima di uso della casa, e sia a tempo determinato e in tal caso allo scadere del tempo previsto la casa deve essere restituita al comodante.

(Ultimo Aggiornamento al 11/09/2022)


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