Regime forfettario 2019: Pro e contro, comma per comma, delle modifiche previste dalla Legge di Bilancio al regime fiscale agevolato per le partite IVA


Pubblicato il 2018-11-03


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Scade il: A partire dal 2019


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La Legge di Bilancio 2019 , oltre alle modifiche riguardanti l'ampliamento della platea del bando Resto al Sud di cui vi abbiamo parlato qui, prevede un sostanzioso ampliamento del regime forfettario già introdotto nel 2014 all’articolo 1 della legge 23  dicembre 2014, n. 190 , lasciando aperti al momento alcuni su degli aspetti dirimenti.

In breve, il regime forfettario prevede l'applicazione di una imposta sostitutiva del 15% (il 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività) su di una percentuale dei ricavi conseguiti(aliquota che oscilla tra il 40 e 78 % in base alla tipologia di attività svolta). Non si applica l'IVA sulle fatture emesse e di conseguenza l'IVA degli acquisti non può essere detratta. I costi non vengono scaricati perchè a monte si prevede di tassare solo una parte dei ricavi conseguiti.

Abbiamo fatto un raffronto dettagliato,comma per comma, di ciò che la nuova legge di bilancio 2019 modifica riguardo il regime forfettario, evidenziando in grassetto il testo modificato ed in corsivo la parte che viene modificata, che vi riportoamo. Alla fine le nostre considerazioni.

Ecco le modifiche:

a) i  commi  54  e  55  sono  sostituiti  dai  seguenti  commi:  “54. I contribuenti persone fisiche esercenti  attività d'impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi  da  55  a  89  del  presente  articolo,  se  nell'anno  precedente  hanno  conseguito  ricavi  ovvero  hanno  percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.

54. I contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo se, al contempo, nell'anno precedente:

a) hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell'allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata;
b) hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio di cui all'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, per lavoratori dipendenti, collaboratori di cui all'articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto ai sensi degli articoli 61 e seguenti del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all'articolo 53, comma 2, lettera c), e le spese per prestazioni di lavoro di cui all'articolo 60 del citato testo unico di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
c) il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio non supera 20.000 euro. Ai fini del calcolo del predetto limite:

1) per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
2) per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell'articolo 9 del citato testo unico di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
3) i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o professione e per l'uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50 per cento;
4) non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore ai limiti di cui agli articoli 54, comma 2, secondo periodo, e 102, comma 5, del citato testo unico di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, e successive modificazioni;
5) non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione;

55. Ai fini della verifica della sussistenza del requisito per l’accesso al regime di cui al comma 54:  a) non rilevano gli ulteriori componenti positivi indicati nelle dichiarazioni fiscali ai sensi del comma  9 dell’articolo 9 - bis del decreto - legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge  21 giugno 2017, n. 96;  b)  nel  caso  di  esercizio  contemporaneo  di  attività  contraddistinte  da  differenti  codici  ATECO,  si  assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.”

55. Ai fini dell'individuazione del limite dei ricavi e dei compensi di cui al comma 54, lettera a), per l'accesso al regime:

a) non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall'adeguamento agli studi di settore di cui all'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, e ai parametri di cui alla legge 28 dicembre 1995, n. 549;
b) nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

b) al comma 56 , le parole “dei requisiti”  sono sostituite dalle paro le “del requisito”

56. Le persone fisiche che intraprendono l'esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività di cui all'articolo 35 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, di presumere la sussistenza dei requisiti di cui al comma 54 del presente articolo.

c) al comma 57, le lettere d) e d - bis) sono sostituite dalle seguenti:  “d) gli esercenti attività d’impresa,  arti  o  professioni  che  partecipano  contemporaneamente  all’esercizio  dell’attività,  a  società  di  persone, ad associazioni o imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a  responsabilità limitata o ad associazioni in partecipazione; d - bis) i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli di lavoro  dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  9 17  e  che  esercitano  attività  d’impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni  precedenti  o,  in  ogni  caso,  nei  confronti  di  soggetti  agli  stessi  direttamente  o  indirettamente  riconducibili.”

57. Non possono avvalersi del regime forfetario:

a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
b) i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
c) i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
d) gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all'esercizio dell'attività, a società di persone o associazioni di cui all'articolo 5 del testo unico di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ovvero a società a responsabilità limitata di cui all'articolo 116 del medesimo testo unico di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, e successive modificazioni.
d-bis) i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
(lettera aggiunta dall'art. 1, comma 111, legge n. 208 del 2015)

d) al comma 65, lettera c), le parole “ai limiti”  sono sostituite dalle parole “al limite”;

65. Al fine di favorire l'avvio di nuove attività, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, l’aliquota di cui al comma 64 è stabilita nella misura del 5 per cento, a condizione che:
(alinea così modificato dall'art. 1, comma 111, legge n. 208 del 2015)

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
c) qualora venga proseguita un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 54.

e) al comma 71, le parole “taluna delle condizioni”  sono sostituite dalle parole “il requisito"

71. Il regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57.

f) al comma 73, il primo periodo è soppresso

73. I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore di cui all'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, e dei parametri di cui all'articolo 3, comma 184, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate recante approvazione dei modelli da utilizzare per la dichiarazione dei redditi sono individuati, per i contribuenti che applicano il regime forfetario, specifici obblighi informativi relativamente all'attività svolta.

g) al comma 74, le parole  “taluna delle  condizioni” sono sostituite dalle parole “ la condizione ”

74. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni vigenti in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di imposta regionale sulle attività produttive. In caso di infedele indicazione, da parte dei contribuenti, dei dati attestanti i requisiti e le condizioni di cui ai commi 54 e 57 che determinano la cessazione del regime previsto dai commi da 54 a 89, nonché le condizioni di cui al comma 65, le misure delle sanzioni minime e massime stabilite dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono aumentate del 10 per cento se il maggiore reddito accertato supera del 10 per cento quello dichiarato. Il regime forfetario cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui, a seguito di accertamento divenuto definitivo, viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57.

h) al comma 82: 1) nel  primo  periodo,  le  parole  “ taluna  delle  condizioni ”  sono  sostituite  dalle  parole  “ la  condizione”;2) nel terzo periodo, le parole “ le condizioni ” sono sostituite dalle parole “ la  condizione ”; 3) nel quarto periodo, le parole “ delle condizioni ” sono sostituite dalle parole “ della condizione”;

82. Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie di cui al comma 57. La cessazione determina, ai fini previdenziali, l'applicazione del regime ordinario di determinazione e di versamento del contributo dovuto. Il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l'impossibilità di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussistano le condizioni di cui al comma 54. Non possono accedere al regime contributivo agevolato neanche i soggetti che ne facciano richiesta, ma per i quali si verifichi il mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 54 nell'anno della richiesta stessa.

i) al comma 83, le parole “ delle condizioni ”, sono sostituite dalle parole “ della condizione ”

83. Al fine di fruire del regime contributivo agevolato, i soggetti di cui al comma 54 che intraprendono l'esercizio di un'attività d'impresa presentano, mediante comunicazione telematica, apposita dichiarazione messa a disposizione dall'INPS; i soggetti già esercenti attività d'impresa presentano, entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno, la medesima dichiarazione. Ove la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, nelle modalità indicate, l'accesso al regime agevolato può avvenire a decorrere dall'anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito, ferma restando la permanenza delle condizioni di cui al comma 54.

j) al comma 87, la parola “ triennio ” è sostituita dalla  parola “ quinquennio ”.

87. I soggetti che nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono del regime fiscale agevolato di cui all'articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, o del regime fiscale di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, possono applicare, laddove in possesso dei requisiti previsti dalla legge, il regime di cui al comma 65 del presente articolo per i soli periodi d'imposta che residuano al completamento del triennio agevolato.

Visti in dettaglio le modifiche comma per comma, i PRO della riforma , a nostro parere, sono:

  1. Il regime forfettario 2019 farà in modo che la soglia dei ricavi massima per permanere nel regime arrivi a 65.000 €, ben più alta della precedente che prevedeva ad esempio per i professionisti un limite di 30.000 €.
  2. Eliminazione deiprecedenti  limiti relativi a beni strumentali e costo del personale

Rimane però da chiarire due punti che sono poco chiari e che se valutati in negativo sembrano davvero controversi e peggiorativi e sono:

  1. il nuova comma 57 lettera d - bis prevede i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente non potranno aderire più al regime forfettario, mentre prima se il reddito da lavoro dipendente era inferiore a 30.000 euro si poteva aderire.
  2. con la soppressione del primo periodo del comma 73 sembra che coloro i quali applicano il regime forfettario non saranno più esclusi dall'applicazione degli studi di settore, e quindi ogni anno dovranno compilare gli "odiati" Studi di Settore.

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