Emergenza pensioni: l’importanza di una rendita personale privata


Pubblicato il 2021-03-12


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L’andamento del Prodotto interno lordo italiano parla chiaro: un calo dell’8,9% in 12 mesi, nel terribile anno 2020, segnato dall’emergenza sanitaria da Covid-19. La pandemia ha chiaramente stravolto tutti i settori produttivi mettendo in ginocchio l’economia e compromettendo la prospettiva di un futuro roseo.

Questo, chiaramente, incide anche sul discusso tema pensioni che, a causa della flessione del Pil, saranno certamente più magre. Il problema riguarda tutti e occupa i primi posti nell’agenda del nuovo Esecutivo: giovani e anziani cercano risposte, perché anche i contributi versati, in una situazione di emergenza, possono essere rivalutati e creare posizioni stagnanti e scomode per chi invece si aspetterebbe di raccogliere i frutti del lavoro di una vita intera.

Perché la Pensione integrativa è importante

Gli italiani si ritrovano così a doversi salvaguardare, provando a valutare la possibilità di creare per se stessi una rendita personale privata. Otto milioni di cittadini hanno già sviluppato questa necessità e ci stanno lavorando, nell’idea e nella speranza di non dover tirare troppo la cinghia durante la terza età. Accedere ad uno strumento pensionistico è ormai fondamentale e la pensione integrativa sembra infatti adatta a tutte le fasce d’età: giovanissimi, giovani, over 40 o over 50 che vogliono investire e ottimizzare gli anni della propria carriera.

Gli strumenti sono differenti, e variano in base alle esigenze del cittadino che sceglie di accedervi. Si parla di Fondi pensione aperti o chiusi, destinati a determinate categorie di lavoratori, oppure di vere e proprie strategie di investimento basate sulla costruzione di un Piano di accumulo capitale o di un Piano individuale pensionistico, considerati la scelta migliore per la loro flessibilità: si può ritirare il proprio investimento, interrompere i versamenti, e godere del capitale investito in ogni momento. Scegliere non è certamente facile, e per questo è sempre consigliato rivolgersi ad un esperto per ottenere una consulenza circa lo strumento da preferire: si riceverà l’aiuto adatto a gestire il proprio capitale, soprattutto se si sceglie di investirlo in un fondo o un piano pensionistico.

Fondi pensione aperti e chiusi e Piani di accumulo: le differenze tra strumenti

I Fondi pensione chiusi, come suggerisce il loro stesso nome, si rivolgono a una ristretta cerchia di lavoratori. Il vantaggio potrebbe consistere nel rivolgersi a maestranze della stessa tipologia: in questo senso spesso è previsto che il datore di lavoro contribuisca con una percentuale alla crescita del fondo. Nel caso dei Fondi pensione aperti, questi diventano accessibili ad ogni lavoratore sulla base di una libera scelta e non sull’adesione a una determinata categoria. Il Piano di accumulo, invece, è sicuramente la soluzione migliore per chi decide di investire a lungo termine e di incrementarlo gradualmente.

La situazione in Sicilia

Anche in Sicilia si fa forte la necessità, per i cittadini, di provare a tutelarsi. La nuova manovra ha presentato ai dipendenti regionali un conto davvero salato da smaltire: oltre allo stop di assunzioni, infatti, è stato previsto anche un taglio alle pensioni: una norma che colpisce chi è sopra la fascia di 2.836 euro lordi al mese e che punta a risparmiare 3 milioni e 955 mila euro. Chiaro indicatore del fatto che gli 8 milioni di italiani che hanno aderito agli strumenti pensionistici, sono destinati ad aumentare sempre di più.


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